Letture
Indice
POESIA
Emily Dickinson
Alda Merini
Sylvia Plath
Wislawa Szymborska
LIBRI
La donna abitata
La donna spezzata
La ragazza del secolo scorso
Il porto di Toledo
SCAFFALE
Poesie
EMILY DICKINSON
Emily Dickinson nasce a Amherst, Massachusetts, il 10 dicembre 1830. È considerata tra i maggiori lirici del XIX secolo.
Nacque da una famiglia molto in vista, conosciuta per il sostegno fornito alle istituzioni scolastiche locali. Il padre ricopriva la funzione di legale e tesoriere di un importante istituto scolastico; inoltre, ricopriva importanti incarichi presso il Tribunale Generale del Massachusetts, il Senato dello Stato e alla Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti.
Uno dei suoi biografi ha affermato che concepì l'idea di diventare poetessa avendo come riferimento - in termini biblici - la lotta di Giacobbe con l'angelo.
Emily Dickinson visse la maggior parte della propria vita nella casa dove era nata, ebbe modo di fare solo rare visite ai parenti di Boston, di Cambridge e nel Connecticut. Gran parte della sua produzione poetica riflette e coglie non solo i piccoli momenti di vita quotidiana, ma anche i temi e le battaglie più importanti che coinvolgevano il resto della società.
SE IO POTRO' IMPEDIRE AD UN CUORE DI SPEZZARSI
non avrò vissuto invano -
Se allevierò il dolore di una vita o allevierò una pena -
…
CONOSCO VITE DELLA CUI MANCANZA
non soffrirei affatto -
di altre invece ogni attimo di assenza
mi sembrerebbe eterno.
…
MI INCANTA IL MORMORIO DI UN'APE
qualcuno mi chiede perchè -
piu' facile è morire che rispondere.
Il rosso sopra il colle annulla la mia volontà -
…
NON AVESSI MAI VISTO IL SOLE
avrei sopportato l'ombra
ma la luce ha aggiunto al mio deserto
…
PORTARE LA NOSTRA PARTE DI NOTTE,
la nostra parte di mattino.
Di immensa gioia riempire il nostro spazio,
il nostro spazio riempire di disprezzo.
…
TUTTI HANNO DIRITTO AL MATTINO,
alla notte solo alcuni.
Alla luce dell'aurora
…
SE AVESSIMO LE ALI
per fuggire la memoria
molti volerebbero.
Abituati a esseri più lenti
…
NON STIMARE LONTANO QUELLO CHE SI PUò AVERE
anche se in mezzo si stende il tramonto -
né stimare vicino ciò che standoti a fianco
…
SENSIBILITA'
La natura talvolta fa seccare
un arbusto, talvolta scalpa un albero-
il suo popolo verde lo ricorda
…
SE LE MIE PENE FUTURE IN UNA VOLTA
venissero ad affliggermi quest'oggi,
sono così felice che- son certa-
si allontanerebbero ridendo.
…
SE TU DOVESSI VENIRE IN AUTUNNO
mi leverei di torno l'estate
con un gesto stizzito ed un sorrisetto,
come fa la massaia con la mosca.
…
MUORE LA PAROLA
appena è pronunciata:
così qualcuno dice.
Io invece dico
…
IL PARADISO NON E' PIU'LONTANO
della camera accanto -
se in quella camera
un amico attende
…
COME FARE PER DIMENTICARE!
Ma potrebbe insegnarlo?
Si dice sia tra le arti la più facile
quando si impara il metodo.
…
[^ Sopra]
ALDA MERINI
lda Merini è nata il 21 marzo 1931 a Milano, dove vive in una casa sui Navigli. Ha esordito giovanissima sotto la guida di Angelo Romanò e Giacinto Spagnoletti. Nel 1993 ha ricevuto il Premio Librex-Guggenheim “Eugenio Montale” per la Poesia, vinto in precedenza da Caproni, Bertolucci, Luzi, Zanzotto, Fortini: è la consacrazione fra i massimi poeti del nostro tempo. Nel 1996 ha vinto il Premio di Viareggio; nel 1997 il Premio Procida-Elsa Morante e nel 1999 il Premio della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Settore Poesia. Nel 2001 è stata candidata dal Pen Club Italiano al Premio Nobel per la poesia. Nel 1994 è stato pubblicato da l’Incisione di Corbetta il volume “Sogno e Poesia” con 20 incisioni di 20 artisti contemporanei. Si sono occupati della sua opera tra gli altri Oreste Macrì , David Maria Turoldo, Salvatore Quasimodo, Pier Paolo Pasolini, Carlo Betocchi, Maria Corti, Giovanni Raboni. L’amministrazione milanese le ha consegnato inoltre, nel 2002, l’Ambrogino d’oro. A Dicembre 2004 gli é stato consegnato il Premio dal Presidente della Repubblica Ciampi.
Nel mese di marzo 2006 ha partecipato alla mostra “In3” (la pittura di Enzo Maio, la poesia di Alda Merini, le fotografie di Giuliano Grittini) presso il Palazzo Leone da Perego, Legnano.
IL GOBBO
Dalla solita sponda del mattino
io mi guadagno palmo a palmo il giorno:
il giorno dalle acque così grigie,
…
(Da Poetesse del Novecento, 1951)
LE MIE IMPRONTE DIGITALI PRESE IN MANICOMIO
hanno perseguitato le mie mani
come un rantolo che salisse la vena della vita,
quelle impronte digitali dannate
…
SPAZIO SPAZIO, IO VOGLIO, TANTO SPAZIO
per dolcissima muovermi ferita:
voglio spazio per cantare crescere
errare e saltare il fosso
…
SONO NATA IL VENTUNO A PRIMAVERA
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.
…
(da Vuoto d'amore, 1991)
LA MIA POESIA E' ALACRE COME IL FUOCO,
trascorre tra le mie dita come un rosario.
Non prego perché sono un poeta della sventura
che tace, a volte, le doglie di un parto dentro le ore,
…
(Da La volpe e il sipario, 1997)
IO NON HO BISOGNO DI DENARO.
Ho bisogno di sentimenti,
di parole, di parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri,
…
LA VERITA' E' SEMPRE QUELLA,
la cattiveria degli uomini
che ti abbassa
e ti costruisce un santuario di odio
…
(da "Terra d'amore")
BACIO CHE SOPPORTI IL PESO
della mia anima breve
in te il mondo del mio discorso
…
NON AVESSI SPERATO IN TE
e nel fatto che non sei un poeta
di solo amore
tu che continui a dirmi
…
TI ASPETTO E OGNI GIORNO
mi spengo poco per volta
e ho dimenticato il tuo volto.
Mi chiedono se la mia disperazione
…
(da "Clinica dell'abbandono")
SOLO UNA MANO D'ANGELO
intatta di sè, del suo amore per sè,
potrebbe
offrirmi la concavità del suo palmo
…
(da "La carne degli angeli")
SYLVIA PLATH
Nasce in America nel 1932 e muore suicida a Londra nel 1963.
Le due date quasi si toccano, ma trentun anni bastano per riempire la sua vita di tutto e del contrario di tutto, e inferno e paradiso vi si alternano capricciosamente.
Il fisico atletico e longilineo, l'inmancabile rossetto e il biondo talvolta platino dei capelli compongono l'immagine smagliante di una donna che ha conosciuto, in serratissima sequenza, la morte precoce del padre, la laurea " cum laude" nel più ambito college femminile d'America, i lustrini delle feste danzanti e soprattutto il tunnel di depressioni e suicidi più volte tentati.
L'amore totale ma non infinito per lo scrittore Ted Hughes le dà due figli, Frieda e Nicholas, amanti non senza contraddizioni da chi sa che " figli, culle e padelle" non facilitano la dedizione totale alla poesia.
Dall'età di otto anni e mezzo Sylvia scrive infatti poesie, racconti, un romanzo, fiabe per bambini, centinaie di lettere e un diario in cui registra ogni minima intermittenza di in cuore e di un'anima tormentata oltre il limite.
IO SONO VERTICALE
Ma preferirei essere orizzontale.
Non sono un albero con radici nel suolo
succhiante minerali e amore materno
così da poter brillare di foglie a ogni marzo,
…
SPECCHIO
Sono esatto e d'argento, privo di preconcetti.
Qualunque cosa io veda subito l'inghiottisco
tale e quale senza ombra di amore o disgusto.
…
ULTIME PAROLE
Non voglio una cassa qualunque, voglio un sarcofago
con striature di tigre e una faccia dipinta
tonda come la luna, con gli occhi sgranati in su.
…
Poesie tratte da Crossing the water, a cura di Giovanni Giudici e Anna Ravano.
[^ Sopra]
WISLAWA SZYMBORSKA
nasce a Bnin, in Polonia, nel 1923.
Nel 1931 la famiglia si trasferisce a Cracovia.
Qui, sotto l'occupazione tedesca, Wislawa compie gli studi liceali seguendo corsi clandestini.
Studia letteratura e sociologia all'università Jagellonica.
La sua prima poesia è del 1945, e la prima raccolta,"Per questo viviamo", del 1952.
Lavora come redattrice per il settimanale letterario di Cracovia "Vita letteraria".
Dal 1961 al 1966 è iscritta al partito comunista polacco.
Ha pubblicato fino ad oggi nove raccolte poetiche, fra le quali ricordiamo "Richiamo allo Yeti" (1957), "Ogni evenienza" (1972), "Gente sul ponte" (1986), "La fine e l'inizio" 1993).
Nel 1996 ha ricevuto il premio Nobel per la letteratura.
FIGLI DELL'EPOCA
Siamo figli dell'epoca,
l'epoca è politica.
Tutte le tue, nostre, vostre
…
SCORCIO DI SECOLO
Doveva essere migliore degli altri il nostro XX secolo.
Non farà più in tempo a dimostrarlo,
ha gli anni contati,
…
UN PARERE IN MERITO ALLA PORNOGRAFIA
Non c'è dissolutezza peggiore del pensare.
Questa licenza si moltiplica come gramigna
su un'aiuola per le margheritine.
…
SCRIVERE IL CURRICULUM
Cos'è necesssario?
E' necessario scrivere una domanda,
e alla domanda allegare un curriculum.
…
UN RACCONTO INIZIATO
Alla nascita d'un bimbo
il mondo non è mai pronto.
Le nostre navi ancora non sono tornate dalla Vinlandia.
…
POSSIBILITA'
Preferisco il cinema.
Preferisco i gatti.
Preferisco le quercie sul fiume Warta.
…
L'ODIO
Guardate com'è sempre efficiente,
come si mantiene in forma
nel nostro secolo l'odio.
…
GENTE SUL PONTE
Strano pianeta e strana la gente che lo abita.
Sottostanno al tempo, ma non vogliono accettarlo.
Hanno modi per esprimere la loro protesta.
…
Poesie tratte da "25 Poesie", traduzione di Pietro Marchesani, edizioni Mondadori.
[^ Sopra]
LIBRI
LA DONNA ABITATA
GIOCONDA BELLI
Non voleva che Felipe diventasse il centro della sua vita; trasformandosi in una Penelope che tesse la tela di notte. Ma, anche contro la sua volontà, ricosceva di essere intrappolata in tradizione millenaria: la donna che aspetta nella caverna il ritorno del suo uomo dalla caccia e dalla lotta e, impaurita dalla tempesta, lo immagina preda di bestie gigantesche, colpito da un fulmine o da una freccia. Insonne sobbalza ad ogni verso di animale che proviene dall'oscurità e risponde a sua volta con un verso finchè il cuore le si inonda di gioia nel vederlo tornare sano e salvo, perchè finalmente mangierà e sarà al caldo fino all'indomani, quando di nuovo l'uomo uscirà per andare a caccia, fino alla paura seguente, al terrore, alla foto sul giornale, al respiro delle belve.
Penolope non le era mai piaciuta. Forse perchè tutte le donne, qualche volta nella vita, potevano paragonarsi a Penolope. Nel suo caso, non c'era da temere che Ulisse non si tappasse le orecchie al canto delle sirene, come succedeva alla maggior parte degli Ulissi moderni. Il problema di Felipe non erano le sirene, erano i Ciclopi. Felipe era Ulisse che lottava contro i Ciclopi della dittatura.(...)
Invano, pensò Lavinia, i secoli avevano posto fine al terrore dell'epoca delle caverne: le Penelopi erano condannate a vivere eternamente imprigionate nelle reti del silenzio, vitteme della propria incapacità, ritirate, come lei in qualche Itaca privata.
(La donna abitata, p.123)
[^ Sopra]
LA DONNA SPEZZATA
SIMONE DE BEAUVOIR
Soltanto ora mi rendo conto di quale stima io avessi, in fondo, di me stessa. Ma tutte le parole con le quali potrei provare a giustificarla, Maurice le ha assassinate. Il codice in base al quale giudicavo gli altri e me stessa, lui l'ha rinnegato. Non avevo mai pensato a contestarlo, e cioè a contestarmi. E adesso mi domando: in nome di che cosa si deve preferire la vita interiore alla vita mondana, la contemplazione alle frivolezze, la dedizione all'ambizione? Io non avevo altro ideale che quello di creare la felicità attorno a me. Non ho reso felice Maurice. E nemmeno le mie figlie, sono felici. E allora? Non so più niente. Non soltanto chi sono io, ma come bisognerebbe essere. Il nero e il bianco si fondono, il mondo è un magma, e io non ho più contorni. Come vivere senza credere a niente, e nemmeno a me stessa?
(La donna spezzata, p.136)
[^ Sopra]
LA RAGAZZA DEL SECOLO SCORSO
ROSSANA ROSSANDA
Avrei letto e scritto. Non insegnato.(...)
Niente altro era chiaro e il tempo era lento e lungo. Già era problematico essere donna. Femmina ti trovi: a Pola i bambini venivano mandati nudi nel mare e al sole, a Mimma e a me è stato sempre evidente che non eravamo come i maschi e nessuno ci sussurò che sarebbe stato meglio esserlo. Non i miei, che parevano averci scelte.(...)
Insomma che i sessi fossero due era ovvio come l'avere due gambe e mancare di coda. Ma essere donna è invece tutto un lavoro, una prescrizione e un dubbio. Ti avvertono, te lo comandano.(...)
Mamma e papà parlavano di indipendenza, quella del lavoro, del non dover nulla a nessuno; ma a una ragazza viene suggerito il bisogno di essere completata, un codice millenario la agguanta all'uscita dall'infanzia ed è un miracolo che non diventi matta fra letture mendaci, segnali bizzarri, verità reticenti, confidenze delle amiche, sfide dei primi maschi, preoccupazioni di saper fare ed essere, goffagini, delusioni, dubbio su di sè. Raramente le fate le proteggono. E' stratificata come una pasta sfoglia l'identità femminile. Del modello sposa e madre, il solo dispiegato, c'era una declinazione sacrificale, la filmologia confettosa era meno diffusa e attraente di quella che avrebbero portato i film americani, venivamo su fra Cornelie madri dei Gracchi e fanciulle dei telefoni bianchi che diventavano probabilmente le taciturne genitrici dellle mie amiche.(...)
Quali donne mi si proponevano? Con la propria madre non ci si confronta, come donna neanche la si vede. Con le zie si, e non volevo essere come loro anche se non erano, zia Luisa a parte, le più infelici. Il matrimonio mi faceva, se non spavento, noia. Appena mi venne fra le mani Ibsen lo divorai. Ci vuole una vita per capire che significa essere donna. Almeno così pare a me, e perciò guardo le giovani con tenerezza - sono tanto più belle di come eravamo - e compassione. Come a noi erano prescritte castità e indipendenza, a loro sono prescritti sesso e seduzione. Come per noi la maternità oscilla fra realizzazione e contraddizione. Sul resto - che essere, che fare - ognuna inciampa per conto suo. Alcune trovano nel femminismo lembi di risposta, di comunità. Le più fingono di sapere quel che vogliono, ma poche se la cavano.
(La ragazza del secolo scorso, da p.35 a p.38)
[^ Sopra]
IL PORTO DI TOLEDO
ANNA MARIA ORTESE
Ogni volta che mente umana entrava nel mondo della Espressività, lavorava a nient'altro che la costruzione di un nuovo continente, o terra, dove, finchè sul mondo vi fosse stata la caducità, i naufraghi avrebbero trovato salvezza, (...) pace.
(...) Ebbi, una volta ancora, e più profondamente, compassione delle ombre che tutti eravamo, e mi dissi (...) ma dove atterreranno, allora, tutti coloro che non hanno espressività, cioè Apa, Rassa, ecc.? (...)
Insomma, io volevo salva la vita, era chiaro, non in una immagine, un simbolo, ma nella concretudine stessa.
Nessun attimo o respiro si ddoveva perdere.(...)
Sebbene (l'Espressività) ci apparisse solo un tentativo continuo e affannato di esprimere l'immagine che l'uomo si è fatta del mondo, e perciò potesse apparire un semplice riflesso ddi tale mondo, era in realtà, un secondo mondo o seconda realtà, una immensa appropriazione dell'inespresso, del vivente in eterno, da parte di morituri, e ciò non già al solo fine di esprimerlo, bensì di costituirsi, tale inespresso finalmente rivelato, come una seconda irreale realtà;
non tanto irreale, poi, se vedevamo la realtà vera disfarsi continuamente, al pari di un vapore acqueo, e la realtà irreale dominare l'eterno.
(Il porto di Toledo, p.112)
[^ Sopra]
SCAFFALE
CASSANDRA, Chirsta Wolf
DESERTI LUOGHI, Marina Cvetaeva
DONNE DI MAIS, Guiomar Rovira
E'ACCADUTO NON PER CASO, Libreria delle donne
IL PAESE BIANCO DI ISODORA VECCHIA, Claudia Iandoli
IL CIELO DIVISO, Chirsta Wolf
IL SECONDO SESSO, Simon De Beavoir
IL SESSISMO NELLA LINGUA ITALIANA, A.Sabatini
IRONIA E SAPERI FEMMINILI. RELAZIONI NELLA DIFFERENZA, M.Forcina
LA SIGNORA DALLOWAY, Virginia Woolf
LE TRE GHINEE, Virginia Woolf
L'OPERA AL NERO, Marguerite Yourcenar
L'ORDINE SIMBOLICO DELLA MADRE, Luisa Muraro
MANICOMIO PRIMAVERA, Clara Sereni
MATRIARCATO, Bachofen
MEMORIE DI UNA RAGAZZA PERBENE, Simon De Beavoir
MOSCA PIU' BALENA, Valeria Perrella
NOI SIAMO LE SIGNORE, Camilla Cederna
NON SOTTOMESSA, Ayan Yrsi Ali
PARLARE NON E' MAI NEUTRO, L.Irigary
PAROLE NON CONSUMATE. DONNE E UOMINI NEL LINGUAGGIO, C.Zamboni
PAULA, Isabel Allende
PRINCIPESSE AZZURRE, Delia Vaccarello
SOGGETTI ECCENTRICI, T.De Lauretis
SPECULUM. L'ALTRA DONNA, L.Irigaray
SPUTIAMO SU HEGEL, Carla Lonzi
STORIA DELLA FELICITA', F.De Luise e Farinetti
UNA STANZA TUTTA PER SE', Virginia Woolf
UN VIAGGIO INUTILE, Rossana Rossanda
VERSO UN SAPERE DELL'ANIMA, M.Zambrano
[^ Sopra]