Consigliera di Parità della Provincia di Avellino
Indice
22 settembre 2009 - SELEZIONE PUBBLICA PER CURRICULUM per l’individuazione e successiva designazione della/del Consigliera/e di Parità supplente della Provincia di Avellino
05 settembre 2008 - Presentazione Progetti al Ministero del Lavoro
21 luglio 2008 - Petizione per contrastare la pratica delle 'false dimissioni'
27 giugno 2008 - 27 giugno 2008 - In fase di avvio la realizzazione da parte dell’Ufficio della Consigliera di parità della provincia di Avellino del progetto 'Diritti e Pari Opportunità nel mondo del Lavoro'
17 giugno 2008 - Nuovo Piano Strategico Triennale Regionale per l’attuazione delle politiche delle pari opportunità e dei diritti per tutti
03 giugno 2008 - Riconoscimento della flessibilità del congedo per maternità per lavoratrici addette ai servizi domestici e familiari
05 maggio 2008 - finanziamento di progetti finalizzati a rafforzare le azioni di prevenzione e contrasto della violenza di genere
29 APRILE 2008 - Libro-guida dal titolo 'Donne dal lavoro subordinato ed autonomo al nuovo mercato del lavoro'
26 MARZO 2008 - Task force di supporto alle aziende per la presentazione di progetti
14 MARZO 2008 - Relazione Annuale della Consigliera di Parità per l'anno 2007
07 MARZO 2008 - PRESENTAZIONE 'DALLA RETE CONTRO LA VIOLENZA ALLE DONNE, UN PERCORSO DI FORMAZIONE'
28 FEBBRAIO 2008 - Convegno di Presentazione SEMINARI DI STUDIO SCUOLA, GENERE E PARITA'
10 OTTOBRE 2007: Approvati i due protocolli d'intesa Direzione provinciale Lavoro e Unione Ciechi e Ipovedenti.
5 LUGLIO 2007: Incontro 09/07/07 Discriminazione e violenza alle donne. Come difendersi?
Varato il Programma Obiettivo 2006
LUGLIO 2006: 10 LUGLIO 2006, ore 11.00: Presentazione del sito web istituzionale della Consigliera di Parità di Avellino
LUGLIO 2006: IMPRENDITORIA FEMMINILE IN CRESCITA
LUGLIO 2006: MATERNITA' E CARRIERA
LUGLIO 2006: FORMAZIONE MANAGERIALE A SOSTEGNO DELL'IMPRENDITORIA FEMMINILE
LUGLIO 2006: CONCILIAZIONE VITA/LAVORO PER LE DONNE MIGRANTI
LUGLIO 2006: CAMERA E SENATO PIU' ROSA CON LA NURSERY
LUGLIO 2006: 2006-2010 ROADMAP DELL'ESECUTIVO BARROSO
GIUGNO 2006: DONNA E FORMAZIONE: PREMIATE TRE IMPRENDITRICI
GIUGNO 2006: CODICE DELLE PARI OPPORTUNITA'
MAGGIO 2006:2007 ANNO EUROPEO DELLE PARI OPPORTUNITA' PER TUTTI
MARZO 2006: ANTIVIOLENZA DONNA
22 settembre 2009 - SELEZIONE PUBBLICA PER CURRICULUM per l’individuazione e successiva designazione della/del Consigliera/e di Parità supplente della Provincia di Avellino
In applicazione del Decreto Legislativo n. 198/2006 “Codice delle pari opportunità tra uomo e donna, a norma dell’art. 6 della Legge 28 novembre 2005, n. 246” pubblicato sulla G.U. del 31
maggio 2006,
il Dirigente del Settore Lavoro, Formazione, Politiche Sociali e Giovanili
rende noto
che è indetta una selezione pubblica per curriculum, in applicazione del D.Lgs. 198/2006 “Codice
delle pari opportunità tra uomo e donna, a norma dell’art. 6 della Legge 28 novembre 2005, n°246”
pubblicato sulla G.U. del 31 maggio 2006, al fine di procedere alla individuazione e successiva
designazione di:
una Consigliera o un Consigliere di Parità provinciale supplente
L'avviso completo è disponibile al seguente indirizzo:
http://www.consiglieraparitaav.it/documenti/selezioni2009.pdf
[^ Sopra]
05 settembre 2008 - Presentazione Progetti al Ministero del Lavoro
La Consigliera di parità della provincia di Avellino rende noto che i datori di lavoro pubblici e privati, le cooperative e i loro consorzi, i centri di formazione professionale accreditati, le organizzazioni sindacali nazionali e territoriali, le associazioni possono presentare progetti ,la cui durata non potrà essere superiore a ventiquattro mesi, al Ministero del lavoro ,per essere ammessi al relativo finanziamento, a partire dal 01.10.08 ed entro il 30 novembre 08 .
Non possono essere presentati progetti da parte di Enti Pubblici sia come soggetto proponente che come soggetto partner di una rete qualora essi non abbiano approvato il piano triennale di azioni positive: tale piano deve essere allegato alla domanda presentata.
I progetti per essere ammessi a finanziamento dal Ministero del lavoro debbono realizzare gli obiettivi individuati dal Comitato nazionale di parità e pari opportunità nel lavoro per l’anno 2008.
Gli obiettivi,quindi, debbono consistere nel:
1. Promuovere, al proprio interno, la presenza delle donne negli ambiti dirigenziali e gestionali mediante la realizzazione di specifici percorsi formativi volti all’acquisizione di competenze di vertice e/o di responsabilità e l’attuazione di buone e nuove prassi per un piano di concreto inserimento nelle strutture esecutive.
Destinatarie/i delle azioni sono: occupate/i, iscritte/i, associate/i.
2. Modificare l’organizzazione del lavoro, del sistema di valutazione delle prestazioni e del sistema premiante aziendale sperimentando e attuando azioni integrate che producano effetti concreti misurabili e documentabili in termini di:
• superamento della discriminazione di genere;
• riduzione del differenziale retributivo tra donne e uomini;
• progressione delle carriere femminili anche per un’equa distribuzione degli incarichi;
• adozione della strategia comunitaria in materia di occupabilità femminile .
I progetti dovranno prevedere almeno due delle azioni sopraelencate.
Destinatarie/i delle azioni sono: occupate/i
3. Sostenere iniziative per:
a) lavoratrici con contratti non stabili in particolare giovani neolaureate e neodiplomate. Le azioni proposte dovranno mirare a stabilizzare la situazione occupazionale, in una percentuale non inferiore al 50%, delle destinatarie dell’azione, favorendo anche la crescita professionale e implementando percorsi formativi qualificanti, che ne migliorino le competenze e l’occupabilità. La stabilizzazione va effettuata entro i termini di chiusura del progetto;
b) le disoccupate e le donne di età maggiore di 45 anni.
Il progetto può essere proposto da aziende, o per conto di aziende, o da quanti intendano effettivamente attuare iniziative mirate all’inserimento e/o reinserimento lavorativo di almeno il 50% delle destinatarie di questo specifico target attraverso azioni di formazione, orientamento e accompagnamento. L’assunzione va effettuata entro i termini di chiusura del progetto.
c) agevolare l’inserimento e/o il reinserimento lavorativo di donne di età maggiore di 45 anni attraverso azioni di formazione, riqualificazione, orientamento e accompagnamento finalizzate all’acquisizione di competenze per la creazione di imprese da costituirsi entro i termini di chiusura del progetto.
Destinatarie/i delle azioni sono: lavoratrici in situazione di precarietà, disoccupate madri, donne di età maggiore di 45 anni e giovani neolaureate e neodiplomate.
4. Consolidare imprese a titolarità e/o prevalenza femminile nella compagine societaria attraverso:
• studi di fattibilità per lo sviluppo di nuovi prodotti, servizi e mercati;
• azioni di supervisione, supporto e accompagnamento (secondo la tecnica del mentoring) al ruolo di imprenditrice;
• counselling alla gestione di impresa;
• formazione altamente professionalizzante rivolta alla titolare o alla compagine societaria;
• iniziative tra più imprese femminili per la definizione e la promozione dei propri prodotti/servizi anche attraverso la fruizione in comune di servizi di supporto; la creazione e la promozione di marchi; la creazione di sistemi consorziati di distribuzione e promozione nel mercato.
I progetti dovranno prevedere almeno due delle azioni sopraelencate.
Destinatarie/i delle azioni sono: imprese femminili attive da almeno due anni (con documentazione camerale che lo attesti), preventivamente identificate e indicate nel progetto. E’ necessaria lettera di adesione al progetto in originale di ogni singola impresa partecipante.
5. Promuovere la qualità della vita personale e professionale anche attraverso la rimozione degli stereotipi, in un’ottica di pari opportunità, con azioni di sistema integrate che tengano conto delle indicazioni delle strategie di Lisbona e che producano effetti concreti sul territorio, concordate e attuate da almeno tre tra i seguenti differenti soggetti, ( rete formalizzata da un protocollo di intesa sottoscritto dalle parti): associazioni di genere, organizzazioni sindacali, organizzazioni datoriali, enti pubblici, ordini professionali. L’associazione femminile e l’ente pubblico dovranno essere obbligatoriamente tra i soggetti proponenti.
Destinatarie/i delle azioni sono: persone che risiedono nell’ambito del territorio/i
di riferimento dell’ente pubblico.
Avellino, 05.09.08
La Consigliera di Parità della Provincia di Avellino
Dr.ssa Domenica Marianna Lomazzo
[^ Sopra]
21 luglio 2008 - Petizione per contrastare la pratica delle 'false dimissioni'
Si rende noto il testo della petizione trasmesso dalla Consigliera di parità della provincia di Avellino, dott.ssa Domenica Marianna Lomazzo, al Presidente del Consiglio dei Ministri On.le Silvio Berlusconi, al Ministro delle Pari Opportunità, on. Mara Carfagna, al Ministro del Lavoro, Salute e Politiche Sociali Sen. Muarizio Sacconi:
“Premesso che la maternità, non ancora completamente assorbita dalla nostra società come alto valore sociale, costituisce tuttora la peggiore e più frequente discriminazione a carico delle donne, a causa anche della carenza di strutture a supporto della famiglia, di servizi per l’infanzia, di asili aziendali, dell’organizzazione del lavoro e della difficoltà per le donne nell’accesso all’orario flessibile.
Visto che l’art. 39, comma 10, lett. l), del decreto legge n .112 del 25.06.08 abroga la legge n. 118 del 17.10.07 recante “Disposizioni in materia di modalità per la risoluzione del contratto di lavoro per dimissioni volontarie della lavoratrice, del lavoratore, nonché del prestatore d’opera e della prestatrice d’opera”, che prevedeva una procedura formale rigorosa in merito alle dimissioni volontarie dei lavoratori/lavoratrici.
La procedura, come è noto, prevedeva che, fatto salvo quanto stabilito dall’art. 2118 del Codice civile, la lettera di dimissioni volontarie, volta a dichiarare l’intenzione di recedere dal contratto di lavoro, doveva essere presentata dalla lavoratrice, dal lavoratore, nonché dal prestatore d’opera e dalla prestatrice d’opera, pena la sua nullità, su appositi moduli che, predisposti e resi disponibili gratuitamente, oltre che dal Ministero del lavoro e della previdenza sociale, dalle Direzioni provinciali del lavoro e dagli Uffici comunali, nonché dai Centri per l’impiego, dovevano essere contrassegnati da un codice alfanumerico progressivo di identificazione ed avere la durata di 15 giorni.
I moduli, per evitare eventuali contraffazioni o falsificazioni, dovevano essere redatti secondo le direttive definite con decreto del Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale, di concerto con il Ministro per le Riforme e le Innovazioni nella Pubblica Amministrazione.
Poiché la pratica delle dimissioni in bianco, fatte sottoscrivere dai datori di lavoro alle donne, all’atto dell’assunzione, è un espediente molto utilizzato dai datori di lavoro per licenziare o intimidire le lavoratrici che contraggono matrimonio o che decidono di avere figli,
SI PREGANO
le SS.LL. di voler porre in essere misure incisive volte a contrastare la pratica delle “false dimissioni”, e di voler promuovere in maniera concreta le donne nel mondo del lavoro, attraverso strumenti finalizzati alla realizzazione delle pari opportunità per tutti, alfine di costruire una società più giusta, una società concretamente democratica, una società dove vengono garantiti pari diritti di cittadinanza.”
Avellino, 21.07.2008
La Consigliera di Parità della Provincia di Avellino
Dr.ssa Domenica Marianna Lomazzo
[^ Sopra]
27 giugno 2008 - In fase di avvio la realizzazione da parte dell’Ufficio della Consigliera di parità della provincia di Avellino del progetto 'Diritti e Pari Opportunità nel mondo del Lavoro'
E’ in fase di avvio la realizzazione da parte dell’Ufficio della Consigliera di parità della provincia di Avellino del progetto “Diritti e Pari Opportunità nel mondo del Lavoro”..
Nella provincia di Avellino la percentuale delle donne disoccupate rimane altissima il 54% sul totale dei registrati quali persone in cerca di lavoro presso i nostri Centri per l’impiego (40.803 donne, 34.655 uomini)
Dall’indagine realizzata nel 2007 dall‘Ufficio della Consigliera di parità, emerge che la maggior parte degli occupati è costituito da maschi di età compresa tra i 30 e i 39 anni, con titoli di studio relativamente bassi: i laureati sono una minoranza. Solo il 18% delle avviate nel corso dell’anno è costituito da donne, soprattutto di età compresa tra i 30 e i 39 anni, di cui meno della metà con un figlio.
Le donne lavoratrici all’interno delle imprese, prese a campione per la suddetta indagine, svolgono sostanzialmente mansioni di segreteria e di addette all’ufficio di amministrazione con l’attribuzione di livelli retributivi più bassi rispetto a quelli degli uomini. Ciò risulta in linea anche con i dati forniti dai Centri per l’impiego.
L’esistenza di differenziali retributivi di genere, anche a parità di posizione di lavoro, è un dato che emerge pure in altri settori come quello pubblico.
Lo scarto, ai danni delle donne lavoratrici, si crea ancora nel cosiddetto salario accessorio e nelle forme di salario variabile, ma anche nei benefits non economici.
La totale mancanza, nelle aziende, di strutture a sostegno dei genitori e l’uso assai limitato di forme contrattuali flessibili e di progetti incentivanti la flessibilità,di asili nido e micro-nidi, rendono difficile la conciliazione dell’impegno lavorativo con la vita genitoriale.
Ciò, ovviamente, penalizza principalmente le donne, costrette ad “accontentarsi” di lavori non adeguati alle loro professionalità e capacità.
La maternità, non ancora assorbita dal mondo del lavoro, continua a presentarsi difficilmente conciliabile con i meccanismi del mercato del lavoro, tanto che è in crescita il fenomeno dell’abbandono del lavoro da parte delle donne dopo la nascita del primo figlio (una donna su dieci)
Dai dati forniti dai Comuni, nell’ambito della su richiamata indagine, emerge in maniera evidente la carenza di strutture di orientamento e di informazione a supporto delle donne in cerca di lavoro, oltre ad una non sufficiente presenza sul territorio di strutture di orientamento e di informazione a supporto dei giovani.
Incoraggianti segnali positivi, però, si possono leggere nei dati dei cinque Centri per l’impiego della nostra provincia; in essi, infatti, si registra un numero di avviate in crescita rispetto all’anno precedente : 10.826 donne nel 2007 ,il 52% sul totale degli avviati .
Nel 2007 l’industria ha assorbito 4.265 donne ,un numero inferiore di unità rispetto all’anno precedente, che era di 8.437 ; in agricoltura sono state assorbite 1.742 donne , un numero sicuramente inferiore di forza lavoro rispetto alle 3.176 unità nel 2006 ,nel settore dei servizi si registra sicuramente l’incremento maggiore, 4.837 unità. In crescita risulta essere tra le donne, anche nella nostra provincia, il ricorso al part-time e agli avviamenti a tempo determinato e, comunque, alle nuove forme di flessibilità.
Spesso il ricorso alle forme flessibili ,da parte delle donne ,risulta essere non una scelta maturata, ma la “condicio sine qua non” per poter lavorare, ed in questo si registra la discriminazione maggiore rispetto agli uomini.
Dalle elaborazioni effettuate emerge, quindi, che l’accesso ai posti di lavoro meglio remunerati risulta ancora precluso alle donne, determinandosi così una maggiore loro presenza in settori e professioni di minore retribuzione e con un inquadramento contrattuale più precario rispetto a quello degli uomini, che risultano essere occupati in maniera più massiccia con contratti a tempo indeterminato.
Un fenomeno di spiccato dinamismo, però, ha interessato ,negli ultimi anni, l’imprenditoria cosiddetta “al femminile”, intendendosi con tale definizione tutte le imprese con titolari donne o in cui sia ravvisabile una presenza preponderante (maggiore del 50%) di donne tra i soci o gli amministratori.
Per quanto la netta maggioranza delle imprese femminili sia costituita da ditte individuali ,è, però, in crescita la quota di imprese che decidono di avviare la propria attività adottando una formula organizzativa più complessa come imprese collettive, società di capitale, di persone e cooperative,
Per quanto riguarda le attività economiche scelte dalle donne, pur continuando a registrarsi una forte presenza di imprese femminili nel settore dell’agricoltura - inteso nella sua nuova veste di impresa polivalente con un ruolo strategico di sviluppo rurale e ambientale e del territorio - la presenza delle donne ha inciso profondamente in termini di apporto per lo sviluppo locale.
Determinante, inoltre, risulta essere l’imprenditoria femminile nel settore del terziario, in particolare quello del commercio al dettaglio, dove si evidenzia la crescita assoluta più rilevante delle imprese femminili nell’ultimo anno; crescono anche le imprese turistiche (alberghi e ristoranti), le attività ausiliarie all’intermediazione finanziaria e le attività manifatturiere.
Da rilevare l’incremento delle attività ricreative, culturali e sportive, anche per effetto delle norme di incentivazione, che in modo particolare privilegiano tali iniziative.
Tra le motivazioni, che determinano la nascita di imprese dirette da donne, ci sono sicuramente la necessità di lavoro e la possibilità di ricorrere a finanziamenti, quali in particolare quelli della legge 215/1992.
Significativa risulta, inoltre, essere la presenza della popolazione immigrata nella nostra provincia, in prevalenza donne, molte delle quali vanno sicuramente a gonfiare il lavoro sommerso.
C’è da registrare, comunque, un positivo, forte e deciso attivismo delle donne nella ricerca del lavoro sia dipendente che autonomo e nell’imprenditoria in genere, come marcato risulta essere il ricorso, da parte delle donne, a tutte le forme di agevolazioni finanziarie consentite.
Inoltre, dall’indagine realizzata nella nostra provincia dall’Ufficio della Consigliera di parità emerge che la richiesta di lavoro ,da parte delle donne, viene mortificata ancora di più rispetto al resto del paese a causa di un debole mercato del lavoro.
Risulta necessario,quindi, porre in essere una strategia che, a mio avviso, debba avere, come punto forte, il rilancio dell’occupazione delle donne nella nostra provincia anche attraverso un utilizzo più efficace di tutte le risorse e strumenti , posti in essere dal governo nazionale,regionale e locale. Come credo risulta necessario puntare su una formazione permanente ed in sintonia con le esigenze del nostro mercato del lavoro, favorire ed incrementare l’imprenditorialità femminile,organizzare i tempi di lavoro rispondendo alle esigenze delle donne di orari di lavoro flessibili, e favorire la crescita di strutture a supporto dei figli e della famiglia in genere,
Occorre dotare le nostre donne della conoscenza degli strumenti normativi volti a contrastare le discriminazioni nel mondo del lavoro sia per quanto riguarda l’accesso nel mercato del lavoro, sia per quanto riguarda le discriminazioni che possono verificarsi durante il rapporto di lavoro.
Per realizzare ciò bisogna incrementare la presenza sul territorio di strutture di orientamento e di informazione per le donne che nel mondo del lavoro vogliono esserci ,sono alla ricerca di una indipendenza economica, vogliono contribuire alla crescita economica della nostra provincia.Dalle riflessioni su esposte ed in ossequio ai compiti affidatimi dal decreto leg.vo 198/06, art .15, costituisce obiettivo dell’Ufficio della Consigliera di parità della provincia di Avellino realizzare un progetto teso a promuovere politiche attive per il lavoro , un percorso di informazione ed orientamento rivolto sia alle donne della nostra provincia in cerca di lavoro , sia alle istituzione che intendono realizzare azioni positive di pari opportunità nel mondo del lavoro, sia alle aziende che vogliono realizzare percorsi di flessibilità nell’organizzazione dell’orario di lavoro.
Il progetto si pone gli obiettivi di:
-Promuovere la presenza delle donne nel mondo del lavoro , sia dipendente che autonomo attraverso una dettagliata informazione sugli strumenti posti in essere dal governo centrale , regionale e provinciale e volti a favorire l’occupazione delle donne .
-Contrastare la discriminazione di genere attraverso una informazione sulla legislazione esistente volta a promuovere il contrasto della discriminazione sia per l’accesso nel mondo del lavoro ,sia per le discriminazioni che possono verificarsi durante il rapporto di lavoro.
-Favorire l’accesso delle donne alle informazioni ed ai servizi offerti dalle strutture esistenti sul territorio provinciale,regionale e nazionale.
-Orientare le donne verso una formazione professionale che risponda alle esigenze del nostro mercato del lavoro.
-Incentivare la conciliazione delle esigenze di vita e di lavoro attraverso la promozione di progetti per le azioni positive .
Personale da utilizzare per la realizzazione del progetto
Per la realizzazione del progetto è necessario reclutare n.5 Laureate/i esperte/ti in politiche del lavoro e pari opportunità. di cui :
- n.2 laureate /ti in Giurisprudenza , di cui n.1 anche con titolo equipollente
-n. 1 laureata/o in Sociologia
-n.1 laureato/a in Economia e Commercio,
-n.1 laureato/a in genere, in possesso di esperienza documentata in materia di politiche del lavoro , pari opportunità e comunicazione .
Gli esperti /te ,che saranno reclutate/ attraverso avvisi pubblico , dovranno avere una buona conoscenza della lingua inglese e conoscenza dell’uso delle apparecchiature e delle applicazioni informatiche più diffuse.
Compiti delle/degli esperte/esperti
Compiti degli/delle esperti/e sono:
-Dare informazioni sulla legislazione esistente in materia di politiche di lavoro e pari opportunità ,di contrasto alle discriminazioni di genere per l’accesso e la permanenza sui luoghi di lavoro, sugli strumenti posti in essere per promuovere lavoro sia dipendente che autonomo, tutoraggio per le donne che sono orientate verso l’autoimpiego e l’imprenditorialità in genere .
-Promuovere progetti di azioni positive, raccogliere dati disaggregati per genere ,supportare le aziende che intendono promuovere progetti di flessibilità nell’organizzazione dell’orario di lavoro, supportare gli enti che intendono promuovere strutture volte alla conciliazione della vita di cura e di lavoro per le donne.
-Promuovere percorsi di orientamento e di formazione in sintonia con le esigenze del nostro mercato del lavoro.
-Produrre materiale informativo.
Le/Gli esperte/ti dovranno svolgere il proprio incarico per almeno 20 ore settimanali, di cui 14 ore lavorative presso i 5 Centri per l’impiego e, per le restanti 6 ore, presso l’Ufficio della Consigliera di parità.
SEDE di realizzazione del progetto
Ufficio della Consigliera di parità e Centri per l’impiego della provincia (Avellino, Ariano Irpino, Grottaminarda , Sant ’Angelo dei Lombardi, Calitri )
Durata del progetto
La durata del progetto sarà di mesi 12 non prorogabili.
Modalità di realizzazione del progetto
Le /Gli esperte/i dovranno svolgere la loro prestazione professionale in piena autonomia e senza alcun vincolo di subordinazione gerarchica ,per almeno ore 20 settimanali ,presso le strutture dei Centri per l’impiego della provincia di Avellino e, a rotazione, presso l’Ufficio della Consigliera di parità ,durante l’orario di apertura dei suddetti uffici.
Finanziamento del progetto
€. 75.000 a valere sul fondo di cui all’art. 18 del decreto legislativo 198/06 e destinato alle attività dell’Ufficio della Consigliera di parità.
Compito delle strutture ospitanti
Le strutture ospitanti saranno, oltre alla sede dell’Ufficio della Consigliera di parità, le sedi dei 5 Centri per l’impiego della provincia di Avellino,che rappresentano i luoghi maggiormente frequentati dalle donne in cerca di lavoro.
Le strutture ,di cui sopra, dovranno mettere a disposizione delle degli esperte /ti una sede dotata dell’arredo ,dei servizi e dell’attrezzature necessari per la realizzazione degli obiettivi del progetto.
[^ Sopra]
17 giugno 2008 - Nuovo Piano Strategico Triennale Regionale per l’attuazione delle politiche delle pari opportunità e dei diritti per tutti
La Consigliera di parità della provincia di Avellino Domenica Marianna Lomazzo rende noto che è stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Campania - N. 24 del 16 giugno 2008 il “Piano Strategico Triennale Regionale per l’attuazione delle politiche delle pari opportunità e dei diritti per tutti” di attuazione degli Obiettivi strategici individuati con le rispettive Azioni chiave da realizzarsi nel prossimo triennio:
Obiettivo strategico: Sostegno dell’occupazione femminile, miglioramento della partecipazione attiva al mercato del lavoro e riequilibrio della presenza femminile nei contesti di sottorappresentazione.
Azioni Chiave
-- favorire la riduzione della segregazione orizzontale e verticale,
-- potenziare e razionalizzare i servizi di supporto alla partecipazione attiva al mercato del lavoro,
-- valorizzare le propensioni all’autoimpiego e all’imprenditorialità,
-- promuovere la flexicurity nei contesti lavorativi, incentivando le forme di stabilizzazione dei posti di lavoro
-- riequilibrare la presenza nei settori lavorativi in cui le donne sono sottorappresentate,
-- favorire l’emersione del lavoro sommerso.
Risorse assegnate: € 53.500.000,00
Obiettivo strategico: Conciliazione tra tempi di vita privata e professionale/lavorativa.
Azioni Chiave
-- promuovere la cultura della qualità della vita e dell’armonizzazione dei tempi e favorire la libertà di scelta degli individui in relazione ai propri tempi di vita;
-- favorire il miglioramento ed il potenziamento delle infrastrutture per il sociale ed il tempo libero, incrementando la dotazione strutturale ed i servizi, in un quadro di redistribuzione del lavoro di cura
-- promuovere sistemi integrati di servizi che adottino modalità organizzative personal e family friendly, con particolare riferimento alle aree rurali ed agli agglomerati industriali
-- favorire la flessibilità dei contesti lavorativi per renderli più compatibili con le esigenze degli individui e delle famiglie
-- favorire l’armonizzazione dei tempi delle città, con particolare riguardo al sistema dei trasporti ed ai servizi pubblici locali
Risorse assegnate: € 41.650.000,00
Obiettivo strategico: Prevenzione e contrasto ad ogni forma di discriminazione, violenza e sfruttamento ai danni delle donne e dei soggetti svantaggiati.
Azioni Chiave
-- promuovere la cultura della qualità della vita e dell’armonizzazione dei tempi e favorire la libertà di scelta degli individui in relazione ai propri tempi di vita;
-- favorire il miglioramento ed il potenziamento delle infrastrutture per il sociale ed il tempo libero, incrementando la dotazione strutturale ed i servizi, in un quadro di redistribuzione del lavoro di cura
-- promuovere sistemi integrati di servizi che adottino modalità organizzative personal e family friendly, con particolare riferimento alle aree rurali ed agli agglomerati industriali
-- favorire la flessibilità dei contesti lavorativi per renderli più compatibili con le esigenze degli individui e delle famiglie
-- favorire l’armonizzazione dei tempi delle città, con particolare riguardo al sistema dei trasporti ed ai servizi pubblici locali
-- promuovere una cultura contro ogni forma di violenza ai danni delle donne e delle bambine;
-- promuovere politiche di inclusione sociale per le donne vittime del traffico;
-- creare sistemi integrati e reti di prevenzione ed assistenza costituite dai diversi attori istituzionali e operatori sociali;
-- contribuire alla creazione di nuovi modelli di accoglienza e assistenza alle donne vittime di violenza e/o traffico;
-- potenziare e valorizzare le strutture di servizi materiali ed immateriali a sostegno delle donne vittime di violenza o tratta;
-- consolidare le buone prassi già attivate in tema di inserimento socio -lavorativo delle vittime della tratta e di sfruttamento sessuale;
-- diffusione di interventi di riduzione del danno per le prostitute e le prostituite.
Risorse assegnate: € 23.800.000,00.
La consigliera nel sollecitare i soggetti deputati alla presentazione dei progetti di azioni positive di cui sopra è a disposizioni per ulteriori approfondimenti.
[^ Sopra]
03 giugno 2008 - Riconoscimento della flessibilità del congedo per maternità per lavoratrici addette ai servizi domestici e familiari
La consigliera di parità, dott.ssa Domenica Marianna Lomazzo, rende noto che L’INPS con messaggio n.1621 del 19 maggio 2008,ha comunicato che anche per le lavoratrici addette ai servizi domestici e familiari (colf e badanti) è possibile il riconoscimento della flessibilità del congedo per maternità di cui all’art. 20 del D.L.vo n. 151/2001.
Per cui ferma restando la durata complessiva del congedo di maternità,le lavoratrici hanno la facoltà di astenersi dal lavoro dal mese precedente la data presunta del parto e nei 4 mesi successivi al parto, a condizione che il medico specialista del Servizio sanitario nazionale o con esso convenzionato ai fini della prevenzione e tutela della salute nei luoghi di lavoro attestino che tale opzione non arrechi pregiudizio alla salute della gestante e del nascituro.
Per l’accoglimento delle domande è sufficiente che le certificazioni sanitarie rechino data non successiva alla fine del settimo mese di gravidanza.
[^ Sopra]
05 maggio 2008 - finanziamento di progetti finalizzati a rafforzare le azioni di prevenzione e contrasto della violenza di genere
E' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 97 del 24 aprile 2008 il nuovo Avviso del Dipartimento per i Diritti e le Pari Opportunità volto al finanziamento di progetti finalizzati a rafforzare le azioni di prevenzione e contrasto della violenza di genere.
L’obiettivo strategico di questo avviso pubblico è di promuovere ed incentivare un approccio programmato e di sistema nel settore della prevenzione e del contrasto di tutte le forme di violenza sessuale e di genere e della tutela e reinserimento delle vittime.
Obiettivi specifici e azioni ammissibili
1. Comprendere ed approfondire per intervenire: Sensibilizzare, informare e specializzare i vari attori territoriali coinvolti attraverso giornate di studio e seminari di approfondimento per affrontare le complessità del fenomeno della violenza di genere e la complessità delle azioni di contrasto e di protezione, le buone prassi in Italia e all’estero, i sistemi di protezione esistenti in Europa ed in Italia coinvolgendo esperti e consulenti di varie discipline.
2. Preparare e adattare i ruoli e le persone: sviluppare e sperimentare strumenti metodologici, formativi e valutativi innovativi per sostenere e sviluppare una rete di attori territoriali di varie culture organizzative e professionali al fine dell’elaborazione di obiettivi, strategie e metodologie di lavoro condivise per la prevenzione della violenza di genere e la tutela delle vittime;
3. Preparare e adattare le organizzazioni: sviluppare e sperimentare standard e procedure per i processi inter-organizzativi e inter-settoriali indispensabili per il governo della rete considerando le varie fasi dell’intervento, i diversi destinatari e beneficiari nonché le multiple interazioni delle varie competenze in campo a livello regionale e/o provinciale e/o locale;
4. Scambio e trasferibilità delle buone prassi: rafforzare le capacità territoriali attraverso la rilevazione, l’analisi,la valutazione e lo scambio delle esperienze territoriali e delle buone prassi esistenti in Italia ed in Europa con particolare attenzione alla violenza in ambito famigliare e nelle relazioni affettive.
Risorse programmate
L'ammontare delle risorse destinate ai progetti di cui al presente avviso è di euro 3.500.000 a valere sul «Fondo per le Politiche relative ai Diritti e le Pari Opportunità», istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per i diritti e le pari opportunità.
Il contributo per ogni progetto proposto non può superare 150.000 euro.
Termine di presentazione dei progetti
I progetti dovranno essere presentati entro le ore 12,00 del quarantacinquesimo giorno, naturale e consecutivo, dalla data di pubblicazione del presente avviso sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.
[^ Sopra]
29 APRILE 2008 - Libro-guida dal titolo 'Donne dal lavoro subordinato ed autonomo al nuovo mercato del lavoro'
L’Ufficio della Consigliera di parità della provincia di Avellino, esprime grandissima preoccupazione in merito ai dati relativi all’occupazione femminile nella provincia di Avellino.
Tali dati riguardano un calo dell’occupazione dei lavoratori/lavoratrici a tempo indeterminato, mentre risulta in crescita l’occupazione tramite lo strumento delle forme contrattuali flessibili, dal contratto a tempo determinato, al part-time, fino ad arrivare ai contratti di lavoro a progetto. Da tali dati emerge,quindi, che il lavoro subordinato a tempo indeterminato ha perso il suo ruolo primario, e ci stiamo incamminando verso un mercato del lavoro atipico e flessibile con la conseguente riduzione dei diritti di tutela dei lavoratori. Dalle indagini ISTAT e dall’Osservatorio posto in essere dall’Ufficio della consigliera di parità emerge, ancora, che l’occupazione flessibile riguarda soprattutto le donne.
Per questo motivo, l’Ufficio della Consigliera di Parità ha elaborato un libro-guida dal titolo “Donne dal lavoro subordinato ed autonomo al nuovo mercato del lavoro”, in cui è possibile, con una facile consultazione, capire le singole forme flessibili e, di conseguenza, quali sono i diritti e doveri dei/le lavoratori/trici impiegate con queste tipologie contrattuali.
Rimane la consapevolezza che importanti percorsi non solo normativi debbono ancora essere delineati affinché si dia forza contrattuale ai lavoratori e,soprattutto,alle lavoratrici.
Risulta, quindi, necessario introdurre nel nostro ordinamento un sistema di tutela più incisivo per evitare discriminazioni tra i lavoratori e tra le lavoratrici, ricercare un nuovo equilibrio tra flessibilità e sicurezza nei nuovi contratti di lavoro, ed avere come obiettivi la tutela della dignità, della libertà e del benessere di tutti.
Il libro, che sarà distribuito, gratuitamente, tramite l’Ufficio della Consigliera di parità e tramite i Centri per l’impiego della provincia di Avellino, contiene tra l’altro, anche informazioni sugli strumenti posti in essere per promuovere l’occupazione femminile nelle aree del mezzogiorno, informazioni sulla riforma di alcune tipologie contrattuali flessibili , sulla riforma degli ammortizzatori sociali e pensionistici.
Esso ,inoltre, si avvale dell’introduzione del presidente della provincia A. De Simone.
La consigliera chiede a tutte le istituzioni locali e centrali atti e misure concrete affinché sia garantito alle donne tutti i diritti che a loro spettano in quanto persone, a partire dal diritto ad un lavoro sicuro, dignitoso, così come sancito nella nostra Carta Costituzionale.
[^ Sopra]
26 MARZO 2008 - Task force di supporto alle aziende per la presentazione di progetti
La Consigliera di parità della provincia di Avellino rende noto che è stata istituita “Una task force di supporto alle aziende per la presentazione di progetti” di cui al Bando pubblico l’articolo 9 della Legge 8 Marzo 2000, n. 53
Le politiche per la conciliazione rappresentano un importante fattore di innovazione dei modelli sociali, economici e culturali e si ripropongono di fornire strumenti che, rendendo compatibili sfera lavorativa e sfera familiare, consentano a ciascun individuo di vivere al meglio i molteplici ruoli che gioca all’interno di società complesse.
In tale contesto si colloca l’articolo 9 della Legge 8 Marzo 2000, n. 53, che prevede l’erogazione di contributi, di cui almeno il 50 per cento destinato ad imprese fino a cinquanta dipendenti, in favore di aziende che prevedono di attuare azioni positive per la flessibilità e di lavoratori autonomi o titolari d’impresa che intendono sviluppare azioni per la conciliazione tra vita familiare e lavorativa.
L’obiettivo di tale strumento è quello di agevolare la conciliazione dei tempi di vita familiare e professionale attraverso il finanziamento di progetti che introducano nuove modalità organizzative e gestionali dei tempi di lavoro o servizi capaci di qualificare l’azienda come family friendly.
Per l'anno 2008 è pubblicato l'avviso di finanziamento, unitamente all'elenco dei costi ammissibili, contenente informazioni utili per la presentazione delle domande di finanziamento.
L'avviso stesso, unitamente alla modulistica può essere scaricato dal sito:
http://www.politichefamiglia.it/documentazione/dossier/conciliazione-l-53/guida-alla-progettazione.aspx
Per la presentazione dei progetti le prossime scadenze sono: 10 giugno – 10 ottobre 2008
Il Dipartimento per le Politiche della Famiglia ha istituito una task force con compiti di:
1) affiancamento alla Commissione tecnica di valutazione dei progetti presentati ai sensi del suddetto art. 9; 2) consulenza e supporto alla progettazione; 3) monitoraggio sui progetti presentati
4) attività di promozione.
Allo scopo di aiutare le aziende nella progettazione, per ciascuna Regione, i tutor di riferimento, fornendo loro chiarimenti ed informazioni utili per la compilazione della domanda ed accompagnandole nelle varie fasi del progetto, una volta che questo sia stato ammesso a finanziamento. Il tutor per la Provincia di Avellino Annamaria De Florio-
Dipartimento per le politiche della famiglia, Via della Mercede, 9 - 00187 Roma, email: a.deflorio@palazzochigi.it
Avellino, 26 marzo 2008
La Consigliera di Parità della Provincia di Avellino
Dott.ssa Domenica Marianna Lo Mazzo
[^ Sopra]
14 MARZO 2008 - Relazione Annuale della Consigliera di Parità per l'anno 2007
E' disponibile la Relazione Annuale della Consigliera di Parità per l'anno 2007, ai sensi del D. Lgs. 198/2006, art. 15, 5° comma.
07 MARZO 2008 - PRESENTAZIONE 'DALLA RETE CONTRO LA VIOLENZA ALLE DONNE, UN PERCORSO DI FORMAZIONE'
Il giorno Venerdì, 07 marzo 2008, alle ore 10.00, presso la Sala Grasso della Provincia di Avellino,
l'Azienda Sanitaria Locale ASL AV2 e la Provincia di Avellino, con il patrocinio dell'Assessorato Regionale alle Pari Opportunità,
presentano 'DALLA RETE CONTRO LA VIOLENZA ALLE DONNE, UN PERCORSO DI FORMAZIONE'
Intervengono:
Alberta De Simone - Presidente Provincia di Avellino
Roberto Landolfi - Direttore Generale ASL AV2
Giuseppe Rosato - Direttore Generale A.O. “S.G. Moscati - Avellino
Cristina De Luca - Direttore Amministrativo ASL AV1
Maria Luisa Pascarella - Direttore Sanitario ASL AV2
Carlo Mele - Caritas di Avellino
Cosimo Conte - “Misericordia” di Avellino
Carmine De Blasio - Consorzio A/6
Stefania Jetti - Associazione “Filo di Arianna”
Rosarie Guerriero - U.O. Pari Opportunità ASL AV2
Domenica Lomazzo - Consigliera di Parità - Provincia di Avellino
L'imprenditoria rosa in Irpinia riscontra un forte incremento.
A fine 2005 le imprese femminili, iscritte alla Camera di commercio di Avellino, risultano essere 14.988, pari al 33,66 per cento del totale, con un aumento dell'1,29 per cento rispetto al 2004 e del 3,2 per cento rispetto al 2003.
A controbilanciare questo dato positivo, i numeri che riguardano l'accesso al mondo del lavoro per le donne irpine.
Su circa 4mila dipendenti locali registrati, solo il 18 per cento è costituito da donne.
E' uno dei dati che emerge da un' indagine, in via di pubblicazione , realizzata dall'Ufficio di Mimma Lomazzo, consigliera di parità della Provincia di Avellino.
L'analisi è finalizzata a monitorare lo stato di dinamicità che intercorre tra donne e lavoro nel nostro territorio.
Su 4.045 dipendenti registrati in Irpinia solo il 18 per cento è costituito da donne, soprattutto di età compresa tra i trenta e i trentanove anni, di cui meno della metà con un figlio.
L'analisi evidenzia che il tasso di occupazione femminile è appena pari al 33,9 per cento, quello maschile è del 61,5 per cento, mentre il tasso di disoccupazione femminile passa dal 15 per cento del 2004 al 18 per cento dello scorso anno.
Le donne lavoratrici all'interno delle imprese, prese a campione dallo screening, svolgono sostanzialmente mansioni di segreteria e di addette all'ufficio di amministrazione con l'attribuzione di livelli retributivi più bassi rispetto a quelli degli uomini.
Ciò risulta in linea anche con i dati forniti dai Centri per l'impiego.
L'esistenza di differenziali retributivi di genere, anche a parità di posizione di lavoro, è un dato che emerge pure in altri settori come quello pubblico.
Lo scarto, ai danni delle donne lavoratrici, si crea ancora nel cosiddetto salario accessorio e nelle forme di salario variabile, ma anche nei benefit non economici.
La totale mancanza, nelle aziende, di strutture a sostegno dei genitori e l'uso assai limitato di forme contrattuali flessibili e di progetti incentivanti la flessibilità rendono difficile la conciliazione dell'impegno lavorativo con la vita genitoriale.
Ciò, ovviamente, penalizza principalmente le donne, costrette ad accontentarsi di lavori non adeguati alle loro professionalità e capacità.
La maternità, non ancora assorbita dal mondo del lavoro, continua a presentarsi difficilmente conciliabile con i meccanismi del mercato del lavoro tanto che è in crescita il fenomeno dell'abbandono del lavoro da parte delle donne dopo la nascita del primo figlio.
SETTORI PRODUTIVI
Segnali positivi, però, fuoriescono dalle ultime rilevazioni elaborate dai cinque Centri per l'impiego della nostra provincia.
A tal proposito, si registra un numero superiore di avviate rispetto all'anno precedente: 9.287 donne nel 2005 contro le 9.080 del 2004.
Lo scorso anno, l'industria ha assorbito un numero maggiore di unità con un incremento del 3 per cento; l'agricoltura si è assestata al 20 per cento nel 2005 rispetto al 19 per cento precedente, assorbendo un numero leggermente maggiore di forza lavoro.
Lo Stato e i servizi fanno, invece, registrare un trend negativo con un decremento rispettivamente dell'1 per cento e del 3 per cento passando dall'1 per cento allo 0,01 per cento e dal 43 per cento al 40 per cento.
DEMOGRAFIA IMPRENDITORIALE
A fine 2005 le imprese femminili, iscritte nel registro delle imprese della Camera di commercio di Avellino, risultano essere 14.988, pari al 33,66 per cento del totale, con un incremento pari all'1,29 per cento rispetto al 2004 e del 3,2 per cento rispetto al 2003.
Questo a dimostrazione che il ruolo delle donne nel tessuto imprenditoriale si va consolidando, ferma restando un'area di problematicità tutta femminile, costituita dalla necessità di conciliare il lavoro con le esigenze familiari.
Per quanto la netta maggioranza delle imprese femminili sia costituita da ditte individuali è, però, in crescita la quota di imprese che decidono di avviare la propria attività adottando una formula organizzativa più complessa.
Infatti, nel 2005, il 19 per cento delle imprese femminili contro il 14 per cento a fine 2003 è costituito da imprese collettive, il che evidenzia, quindi, un aumento del 5 per cento delle imprese collettive stesse, contro una medesima riduzione delle imprese individuali.
ATTIVITA' ECONOMICHE
Per quanto riguarda le attività economiche, scelte dalle donne, si registra una forte presenza di imprese femminili nel settore dell'agricoltura, pari al 50 per cento del totale complessivo nel 2005.
In questo settore, inteso nella sua nuova veste di impresa polivalente con un ruolo strategico di sviluppo rurale e ambientale e del territorio, la presenza delle donne ha inciso profondamente in termini di apporto per lo sviluppo locale.
Altro macrosettore di attività, dove determinante risulta essere l'imprenditoria femminile, è quello del terziario; in particolare quello del commercio al dettaglio, dove si evidenzia la crescita assoluta più rilevante delle imprese femminili nell'ultimo anno.
Crescono inoltre le imprese turistiche, le attività ausiliarie all'intermediazione finanziaria e le attività manifatturiere.
INTERVENTI DA APPORTARE
"E' necessario porre in essere una strategia - afferma Mimma Lomazzo, consigliera di parità della Provincia di Avellino - dove sia prevista, tra le altre cose, la promozione all'interno delle imprese di interventi incisivi per conciliare vita lavorativa e vita familiare, anche attraverso maggiori incentivi per le aziende che attuino percorsi volti a conciliare la maternità, la famiglia e il lavoro.
Inoltre - continua - è necessario ottimizzare le spese dei fondi europei, realizzando progetti che rispondano alle esigenze del nostro territorio e che siano in grado di favorire concretamente l'occupazione, il reinserimento e l'occupabilità delle donne".
(tratto da: wwww.if-imprenditoriafemminile.it)
DECISIONE n. 771/2006/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 17 maggio 2006 che istituisce l'anno europeo delle pari opportunità per tutti (2007) - Verso una società giusta. (Testo rilevante ai fini del SEE).
IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA, visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 13, paragrafo 2, vista la proposta della Commissione, visto il parere del Comitato economico e sociale europeo (1), visto il parere del Comitato delle regioni (2), deliberando secondo la procedura di cui all'articolo 251 del trattato (3), considerando quanto segue:
- (1) La non discriminazione è un principio fondamentale dell'Unione europea. Tale principio dovrebbe essere tenuto presente in tutte le politiche dell'Unione europea.
- (2) In base all'articolo 13 del trattato, il Consiglio ha adottato la direttiva 2000/43/CE, del 29 giugno 2000, che attua il principio della parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla razza e dall'origine etnica (4) nei campi, tra gli altri, dell'occupazione, della formazione professionale, dell'istruzione, dei beni e dei servizi e della protezione sociale, la direttiva 2000/78/CE, del 27 novembre 2000, che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro (5) e che vieta ogni forma di discriminazione basata sulla religione o sulle convinzioni personali, su eventuali handicap, sull'età e sull'orientamento sessuale e la direttiva 2004/113/CE, del 13 dicembre 2004, che attua il principio della parità di trattamento tra uomini e donne per quanto riguarda l'accesso a beni e servizi e la loro fornitura (6).
- (3) L'articolo 2 del trattato stabilisce che la promozione dellaparità tra uomini e donne costituisce uno dei compiti fondamentali della Comunità. Analogamente, l'articolo 3, paragrafo 2, del trattato esige che la Comunità miri ad eliminare le ineguaglianze e a promuovere la parità tra gli uomini e le donne in tutte le sue attività.
-(4) La carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea sancisce, all'articolo 21, il divieto di discriminazione fondata su una serie di motivi e, all'articolo 23, la regola secondo cui la parità tra gli uomini e le donne deve essere garantita in tutti i campi.
- (5) La legislazione europea in materia di parità di trattamento e di non discriminazione si applica a tutte le persone nell'Unione europea.
- (6) L'agenda sociale 2005-2010, che integra e sostiene la strategia di Lisbona, svolge un ruolo fondamentale nella promozione della dimensione sociale della crescita economica. Una delle priorità dell'agenda sociale 2005-2010 è la promozione delle pari opportunità per tutti come strumento per realizzare una società che favorisca maggiormente l'integrazione sociale.
- (7) Il 2007 coincide con il 10o anniversario dell'anno europeo contro il razzismo, che ha permesso di registrare notevoli progressi verso l'eliminazione della discriminazione razziale. 31.5.2006 IT Gazzetta ufficiale dell'Unione europea L 146/1 (1) GU C 65 del 17.3.2006, pag. 70. (2) Parere del 16 novembre 2005 (non ancora pubblicato nella Gazzetta ufficiale). (3) Parere del Parlamento europeo del 13 dicembre 2005 (non ancora pubblicato nella Gazzetta ufficiale) e decisione del Consiglio del 28 aprile 2006. (4) GU L 180 del 19.7.2000, pag. 22. (5) GU L 303 del 2.12.2000, pag. 16. (6) GU L 373 del 21.12.2004, pag. 37.
- (8) La legislazione europea ha sensibilmente innalzato il livello delle garanzie di uguaglianza e di protezione contro le ineguaglianze e le discriminazioni nell'Unione europea ed ha agito come catalizzatore per lo sviluppo di un approccio alla parità e alla non discriminazione più coerente e più basato sui diritti. Ciononostante, nella loro vita quotidiana le persone nell'Unione europea continuano a trovarsi alle prese con discriminazioni e disparità di trattamento.
- (9) L'anno europeo delle pari opportunità per tutti (di seguito "l'anno europeo") dovrebbe creare una dinamica in grado di sostenere gli sforzi degli Stati membri volti ad attuare la legislazione comunitaria in materia di parità di trattamento e di non discriminazione.
- (10) È essenziale che nelle azioni relative alla razza o all'origine etnica, alla religione o alle convinzioni personali, agli handicap, all'età o alle tendenze sessuali si tenga pienamente conto delle differenze di genere.
- (11) La consultazione organizzata dalla Commissione attraverso il Libro verde dal titolo "Eguaglianza e non-discriminazione nell'Unione europea allargata", presentato il 28 maggio 2004, mostra che, per una larga maggioranza delle persone interrogate, l'Unione dovrebbe intensificare i propri sforzi nella lotta contro le discriminazioni basate sul sesso, la razza o l'origine etnica, la religione o le convinzioni, un handicap, l'età o l'orientamento sessuale.
- (12) Nella risoluzione del 28 aprile 2005 sulla situazione dei Rom nell'Unione europea (1), il Parlamento europeo richiama l'attenzione sulla prevalenza di sentimenti antirom e sull'effetto discriminatorio nei riguardi delle opportunità in termini di occupazione, istruzione e servizi sociali per i gruppi etnici più svantaggiati nell'Unione europea.
- (13) Una condizione fondamentale del successo del quadro giuridico comunitario contro le discriminazioni sono l'ampiezza del sostegno popolare sul quale può contare e una reale volontà politica di cambiare. In tale contesto, le parti sociali, le autorità locali e regionali e le ONG hanno un ruolo cruciale da svolgere. L'anno europeo dovrebbe agire come catalizzatore per sensibilizzare i cittadini e dare più forza alla campagna. Esso dovrebbe contribuire ad attirare l'attenzione dei politici in tutti gli Stati membri e stimolare tutte le persone interessate a realizzare la nuova strategia quadro dell'Unione europea sulle pari opportunità e sulla non discriminazione, anche dopo il 2007.
- (14) L'anno europeo cercherà di affrontare anche le questioni legate alla discriminazione multipla, vale a dire fondata su due o più motivi tra quelli elencati all'articolo 13 del trattato. Esso cercherà inoltre di promuovere un trattamento equilibrato di tutti i motivi ivi elencati.
- (15) I diversi livelli dei progressi registrati a livello nazionale richiedono un'azione urgente a livello europeo e a livello nazionale nel campo della parità e della non discriminazione; conformemente al principio di sussidiarietà, occorre decentrare a livello nazionale la maggior parte delle azioni dell'anno europeo.
- (16) La partecipazione all'anno europeo dovrebbe essere aperta agli Stati membri, ai paesi di prossima adesione, ai paesi candidati che beneficiano della strategia di preadesione, ai paesi EFTA/SEE, conformemente alle condizioni di cui all'accordo sullo spazio economico europeo, ai paesi dei Balcani occidentali, conformemente alle condizioni di cui ai rispettivi accordi, e ai paesi che rientrano nella politica europea di vicinato, conformemente alle disposizioni di cui al documento strategico del maggio 2004 e ai piani d'azione nazionali.
- (17) È necessaria la coerenza e la complementarità con le altre iniziative comunitarie, in particolare con le azioni di lotta contro le discriminazioni e l'esclusione sociale e di promozione dei diritti fondamentali, dell'istruzione e della formazione, della cultura e del dialogo interculturale, dei giovani, dei diritti relativi alla cittadinanza, dell'immigrazione e dei diritti d'asilo e della parità tra uomini e donne.
- (18) La presente decisione stabilisce, per tutta la durata del programma, una dotazione finanziaria che costituisce per l'autorità di bilancio, durante la procedura di bilancio annuale, il riferimento principale ai sensi del punto 33 dell'accordo interistituzionale del 6 maggio 1999, tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione, sulla disciplina di bilancio e il miglioramento della procedura di bilancio (2).
- (19) Le misure necessarie per l'attuazione della presente decisione sono adottate secondo la decisione 1999/468/ CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione (3).
- (20) Poiché gli scopi della presente decisione non possono essere realizzati in misura sufficiente dagli Stati membri, data la necessità, tra gli altri aspetti, di partenariati multilaterali, di scambiare informazioni a livello internazionale e di diffondere le buone pratiche su scala comunitaria, e possono dunque, a causa delle dimensioni dell'azione proposta, essere realizzati meglio a livello comunitario, la Comunità può adottare misure in base al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato.
La presente decisione si limita a quanto è necessario per conseguire tali scopi in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo, L 146/2 IT Gazzetta ufficiale dell'Unione europea 31.5.2006(1) GU C 45 E del 23.2.2006, pag. 129. (2) GU C 172 del 18.6.1999, pag. 1. Accordo interistituzionale modificato dalla decisione 2003/429/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 maggio 2003, sull'adeguamento delle prospettive finanziarie in vista dell'allargamento (GU L 147 del 14.6.2003, pag. 25). (3) GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23. DECIDONO:
- Articolo 1
Anno europeo L'anno 2007 è dichiarato "Anno europeo delle pari opportunità per tutti".
- Articolo 2. Obiettivi. Gli obiettivi dell'anno europeo sono i seguenti:
a) Diritti: sensibilizzare sul diritto alla parità e alla non discriminazione nonché sulla problematica delle discriminazioni multiple. L'anno europeo permetterà di informare i cittadini che tutti hanno diritto alla parità di trattamento, e ciò indipendentemente dal sesso, dalla razza o dalle origini etniche, dalla religione o dalle convinzioni personali, da eventuali handicap, dall'età o dalle tendenze sessuali. L'anno europeo dovrà consentire ai gruppi che rischiano discriminazioni di conoscere meglio i loro diritti e la legislazione europea esistente in materia di non discriminazione.
b) Rappresentatività: stimolare il dibattito sulle possibilità di incrementare la partecipazione alla vita sociale dei gruppi vittime di discriminazioni nonché una partecipazione equilibrata alla vita sociale di uomini e donne. L'anno europeo favorirà la riflessione e la discussione sulla necessità di una maggiore partecipazione di tali gruppi alla vita sociale e di un loro coinvolgimento nelle azioni volte a combattere le discriminazioni in tutti i settori e a tutti i livelli.
c) Riconoscimento: favorire e valorizzare la diversità e la parità. L'anno europeo permetterà di sottolineare, evidenziando i benefici della diversità, il contributo positivo che tutti, indipendentemente dal sesso, dalla razza e dall'origine etnica, dalla religione, dalle convinzioni personali, da eventuali handicap, dall'età o dalle tendenze sessuali, possono dare alla società nel suo complesso.
d) Rispetto: promuovere una società più solidale. L'anno europeo permetterà di sensibilizzare i cittadini sull'importanzadi eliminare gli stereotipi, i pregiudizi e la violenza, di favorire buone relazioni tra tutti i membri della società, in particolare tra i giovani, e di promuovere e diffondere i valori che sottendono la lotta contro le discriminazioni.
Articolo 3. Contenuti delle azioni
1. Le misure adottate per conseguire gli obiettivi di cui all'articolo 2 possono comportare, in particolare, l'organizzazione o il sostegno delle attività seguenti:
a) incontri e manifestazioni;
b) campagne promozionali, informative ed educative;
c) indagini e studi a livello comunitario o nazionale.
2. I particolari delle misure di cui al paragrafo 1 figurano nell'allegato.
Articolo 4. Parità tra i generi
L'anno europeo tiene conto dei diversi modi in cui donne e uomini subiscono discriminazioni fondate sulla razza o l'origine etnica, la religione o le convinzioni personali, gli handicap, l'età o le tendenze sessuali.Articolo 5. Cooperazione ed attuazione a livello nazionale
La Commissione provvede all'attuazione delle iniziative comunitarie di cui alla presente decisione conformemente all'allegato, in particolare garantendo che tutte le forme di discriminazione previste all'articolo 13 del trattato e all'articolo 2 della presente decisione siano considerate e trattate in maniera equilibrata. In particolare, allo scopo di conseguire gli obiettivi di cui all'articolo 2, la Commissione adotta le misure necessarie per garantire la coerenza e la complementarità delle azioni e delle iniziative comunitarie di cui all'articolo 10. Essa organizza uno scambio di pareri periodico con le parti interessate, le ONG che rappresentano le popolazioni vittime di discriminazioni e la società civile, soprattutto a livello europeo, sulla progettazione e l'attuazione dell'anno europeo e sulle azionie la valutazione che seguiranno. A tal fine, la Commissione trasmette a tutte le parti interessate le informazioni necessarie. Essa comunica il suo parere al comitato istituito a norma dell'articolo 7, paragrafo 1.Articolo 6. Cooperazione e attuazione a livello nazionale
1. Ogni Stato membro istituisce o designa un organismo nazionale di attuazione cui spetta il compito di organizzare la propria partecipazione all'anno europeo. Entro il 17 giugno 2006 ogni Stato membro informa la Commissione della sua scelta. Tale organismo nazionale è responsabile della definizione della strategia nazionale e delle priorità per l'anno europeo, nonché della selezione delle azioni individuali da proporre per il finanziamento comunitario. La strategia nazionale e le priorità per l'anno europeo sono da fissarsi in conformità con gli obiettivi elencati all'articolo 2 e tenderanno ad assicurare un trattamento equilibrato di tutte le ragioni di discriminazione contemplateall'articolo 2. 31.5.2006 IT Gazzetta ufficiale dell'Unione europea L 146/3. La procedura per l'assegnazione di finanziamenti comunitari per azioni a livello nazionale è fissata nella parte II dell'allegato.
2. Allo scopo di eseguire i propri compiti, l'organismo nazionale di attuazione consulta su base regolare e coopera in maniera stretta con la società civile, incluse le organizzazioni che difendono o rappresentano gli interessi di persone potenzialmente esposte alla discriminazione e all'ineguaglianza di trattamento con le altre parti rilevanti.
Articolo 7. Comitato
1. La Commissione è assistita da un comitato (di seguito "il comitato").
2. Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo, si applicano gli articoli 3 e 7 della decisione 1999/468/CE, tenendo conto delle disposizioni dell'articolo 8 della stessa.
3. Il comitato adotta il proprio regolamento interno.
4. Il rappresentante dello Stato membro nel comitato è designato, di preferenza, dall'organo nazionale di attuazione di cui all'articolo 6, paragrafo 1.
Articolo 8. Meccanismo finanziario
1. Le misure di livello comunitario, descritte nella parte I dell'allegato, possono essere finanziate a concorrenza dell'80 % o essere oggetto di appalto pubblico finanziato dal bilancio generale dell'Unione europea.
2. Le misure di livello locale, regionale o nazionale, di cui alla parte II, punto 6, dell'allegato, possono essere oggetto di cofinanziamento dal bilancio generale dell'Unione europea fino ad un massimo del 50 % dei costi complessivi definitivi delle azioni attuate a livello locale, regionale o nazionale e conformemente alla procedura di cui alla parte II dell'allegato.
Articolo 9. Procedura di presentazione e selezione delle domande
1. Le decisioni in merito al finanziamento delle misure di cui all'articolo 8, paragrafo 1, sono adottate dalla Commissione conformemente alla procedura di cui all'articolo 7, paragrafo 2.
2. La domanda di assistenza finanziaria per le misure di cui all'articolo 8, paragrafo 2, sono presentate alla Commissione dagli organismi nazionali di attuazione secondo la procedura di cui alla parte II dell'allegato.
Articolo 10. Coerenza e complementarità
La Commissione, in cooperazione con gli Stati membri, garantisce la coerenza fra le azioni previste dalla presente decisione e le altre azioni e iniziative comunitarie, nazionali e regionali. Essi garantiscono la massima complementarità tra l'anno europeo e le altre iniziative e risorse esistenti a livello comunitario, nazionale e regionale, se queste possono contribuire a raggiungere gli obiettivi dell'anno europeo.
Articolo 11. Partecipazione di Stati terzi.
L'anno europeo è aperto alla partecipazione di:
a) paesi con i quali l'Unione europea ha firmato un trattato di adesione;
b) i paesi candidati che beneficiano di una strategia di preadesione, conformemente ai principi generali e alle condizioni generali per la partecipazione di questi paesi ai programmi comunitari stabiliti nel rispettivo accordo quadro e nelle rispettive decisioni dei consigli di associazione;
c) Stati EFTA che sono parti contraenti dell'accordo SEE, conformemente alle disposizioni di tale accordo;
d) i paesi dei Balcani occidentali, conformemente alle condizioni che saranno stabilite, assieme a tali paesi, negli accordi quadro, in materia di principi generali che disciplinano la loro partecipazione ai programmi comunitari;
e) i paesi partner della politica europea di vicinato, conformemente ai principi generali e alle condizioni generali per la partecipazione di questi paesi ai programmi comunitari stabiliti nel documento strategico del maggio 2004 e nei piani d'azione nazionali. Gli eventuali sostegni finanziari della Comunità ad attività organizzate in tale contesto da paesi partner della politica europea di vicinato sono coperti dallo strumento della politica europea di vicinato conformemente alle priorità e alle procedure stabilite nel quadro della cooperazione generale con tali paesi.
Articolo 12. Bilancio
La dotazione finanziaria prevista per la realizzazione delle attività di cui alla presente decisione per il periodo dal 1o gennaio 2006 al 31 dicembre 2007 è pari a 15 000 000 EUR, di cui 6 000 000 EUR per il periodo fino al 31 dicembre 2006. Per il periodo successivo al 31 dicembre 2006, la dotazione finanziaria è indicativa e da considerarsi confermata se coerente, per questa fase, con il quadro finanziario pluriennale in vigore per il periodo che inizia il 1o gennaio 2007. L 146/4 IT Gazzetta ufficiale dell'Unione europea 31.5.2006
Articolo 13. Cooperazione internazionale
Nell'ambito dell'iniziativa dell'anno europeo, la Commissione può cooperare con le organizzazioni internazionali interessate, in particolare il Consiglio d'Europa e l'Organizzazione delle Nazioni Unite.
Articolo 14. Monitoraggio e valutazione
Entro il 31 dicembre 2008, la Commissione presenta al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni una relazione sull'attuazione, sui risultati e sulla valutazione globale delle azioni previste dalla presente decisione.Articolo 15. Entrata in vigore
La presente decisione entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
Fatto a Strasburgo, addì 17 maggio 2006.
Per il Parlamento europeo Il presidente J. BORRELL FONTELLES. Per il Consiglio Il presidente
H. WINKLER. 31.5.2006 IT Gazzetta ufficiale dell'Unione europea L 146/5
ALLEGATO
Particolari delle azioni di cui all'articolo 3
I. Azioni Su Scala Comunitaria
1. Incontri e manifestazioni
a) organizzazione di riunioni a livello comunitario;
b) organizzazione di manifestazioni finalizzate alla sensibilizzazione in merito agli obiettivi dell'anno europeo, comprese le conferenze di apertura e di chiusura dell'anno europeo, tramite il sostegno concesso agli Stati membri che esercitano la presidenza del Consiglio in quei periodi e l'organizzazione del primo vertice annuale sulle parità.
2. Campagne d'informazione e promozionali comprendenti:
a) la creazione di un logo accessibile e disponibile nei diversi formati e di slogan relativi all'anno europeo, da usare per le attività che rientrano nell'anno europeo;
b) una campagna d'informazione su scala comunitaria;
c) l'adozione di misure adeguate per evidenziare i risultati ed aumentare la visibilità delle azioni e delle iniziative comunitarie che contribuiscono a raggiungere gli obiettivi dell'anno europeo;
d) l'organizzazione di competizioni europee che evidenzino i risultati e le esperienze relative ai temi dell'anno europeo.
3. Altre azioni
Indagini e studi su scala comunitaria riguardanti una serie di quesiti per valutare l'impatto dell'anno europeo, da inserire in un'indagine Eurobarometro e una relazione di valutazione dell'efficacia e dell'impatto dell'anno europeo.
4. Il finanziamento può essere effettuato sotto forma di:
- acquisto diretto di beni e di servizi, segnatamente nel campo della comunicazione, mediante bandi di gara con procedura aperta o ristretta,
- acquisto diretto di servizi di consulenza, mediante bandi di gara con procedura aperta o ristretta,
- sovvenzioni concesse per coprire le spese relative ad eventi speciali a livello europeo intesi a presentare e a sensibilizzare all'Anno europeo; tali finanziamenti non supereranno l'80 % delle spese totali sostenute dal beneficiario. La Commissione può utilizzare assistenza tecnica e/o amministrativa a beneficio della Commissione stessa e degli Stati membri, per esempio per finanziare perizie esterne su argomenti specifici.
II. Azioni Su Scala Nazionale
1. Le azioni a livello locale, regionale o nazionale possono essere ammesse ad un finanziamento a titolo del bilancio dell'Unione europea fino ad un massimo del 50 % dei costi complessivi per Stato membro.
2. Dopo l'adozione della presente decisione, la Commissione trasmette agli organismi nazionali di attuazione un invito ristretto a presentare proposte.
3. Ogni organismo nazionale di attuazione presenta un'unica domanda di finanziamento comunitario in risposta all'invito a presentare proposte. Tale domanda di sovvenzione illustra la strategia e le priorità nazionali per l'anno europeo, le azioni proposte per il finanziamento nello Stato membro in questione, nonché le organizzazioni responsabili dell'attuazione di ogni singola azione. La domanda di sovvenzione è corredata di un bilancio dettagliato indicante il costo totale delle azioni proposte nonché l'importo e le fonti di cofinanziamento. I costi ammissibili possono comprendere una dotazione per il personale e i costi amministrativi sostenuti dall'organismo nazionale di attuazione.
L 146/6 IT Gazzetta ufficiale dell'Unione europea 31.5.2006
4. La strategia e le priorità nazionali per l'anno europeo sono stabilite conformemente agli obiettivi generali di cui all'articolo 2 e mirano ad assicurare un trattamento equilibrato di tutti i motivi di discriminazione di cui al medesimo articolo.
5. La Commissione valuta e, se necessario, richiede modifiche alle domande di finanziamento comunitario presentate dagli organismi nazionali di attuazione, tali organismi hanno la responsabilità di coordinare e monitorare l'attuazione delle varie azioni nazionali.
6. Le azioni a livello locale, regionale o nazionale possono comprendere:
a) incontri e manifestazioni collegati agli obiettivi dell'anno europeo, tra cui una manifestazione di apertura dell'iniziativa;
b) campagne di informazione ed educative ed altre misure a livello nazionale atte a divulgare i principi ed i valori che sottendono l'anno europeo, compresa l'organizzazione di premi e competizioni;
c) sondaggi e studi, diversi da quelli di cui alla parte I, paragrafo 3.
III. Azioni Che Non Beneficiano Di Un Contributo Finanziario Dal Bilancio Generale Dell'unione Europea. La Comunità offrirà il suo sostegno morale, compresa l'autorizzazione scritta di utilizzare il logo e altro materiale in relazione con l'anno europeo, a iniziative intraprese da organismi pubblici o privati, se questi ultimi possono dimostrare, in misura soddisfacente per la Commissione, che le iniziative in questione si svolgono o si svolgeranno durante l'anno europeo e possono contribuire in modo significativo al conseguimento di uno o più obiettivi dell'anno europeo. 31.5.2006 IT Gazzetta ufficiale dell'Unione europea L 146/7
[^ Sopra]
MARZO 2006: ANTIVIOLENZA DONNA
Nasce il numero telefonico nazionale unico "antiviolenza donna": 1522.
Iniziativa del Ministero per le Pari Opportunità, il numero multilingue, sempre attivo, risponde alle domande di aiuto delle donne vittime di violenza, intra ed extra familiare, e delle donne in difficoltà.
Il servizio, nel pieno anonimato, fornisce ascolto, assistenza, informazioni utili ed accompagnamento verso le strutture pubbliche e private presenti sul territorio, in raccordo diretto con i servizi di emergenza delle forze dell'ordine e della sanità.
Tutto il materiale pubblicato è proprietà dell'Ufficio della Consigliera di Parità, salvo il materiale diversamente e specificamente dichiarato pubblico o di altro autore. Viene concessa la visione dei documenti detti ma non la loro stampa e/o utilizzo commerciale