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“Salviamo Sakineh”, Lomazzo: l’Irpinia si mobiliti
COMUNICATO STAMPA
La Consigliera di Parità della Provincia di Avellino e i sindacati irpini aderiscono all’appello contro la lapidazione dell’iraniana condannata a morte per adulterio
“Salviamo Sakineh”, Lomazzo: l’Irpinia si mobiliti
All’invito di affiggere una foto della donna con la scritta “Per la vita di Sakineh” e l’indicazione del sito internet sul quale firmare la petizione ha già aderito il presidente Sibilia
La Consigliera di Parità della Provincia di Avellino, Domenica Marianna Lomazzo, e i coordinamenti provinciali “Donna” di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, rappresentati da Adele Franca Giro, Serafina Vitiello, Vincenza Preziosi e Monica Spiezia, aderiscono all’appello per salvare Sakineh. “Un’azione per mobilitare le coscienze e contribuire a salvare una donna da una sentenza brutale ed inaccettabile”, spiegano. La Consigliera Lomazzo, di concerto con i coordinamenti sindacali irpini, invita, inoltre, gli amministratori locali a provvedere all’affissione, all’interno ed all’esterno di tutte le sedi istituzionali della provincia di Avellino, di una foto dell’iraniana con la scritta: “Per la vita di Sakineh” e l’indicazione del sito internet dove firmare la petizione: www.amnesty.it/pena_di_morte_Iran_lapidazione_adulterio. All’appello ha subito aderito il presidente della Provincia di Avellino, Cosimo Sibilia, che ha predisposto l’affissione, a Palazzo Caracciolo e presso le sedi dell’amministrazione provinciale di Avellino, dell’immagine di Sakineh. “Bisogna mobilitare le coscienze civili di tutto il mondo – spiega Lomazzo – e, soprattutto, gli organismi internazionali come l’Onu affinché si affronti, una volta per tutte, la questione della libertà, dell’autodeterminazione, del rispetto di tutte le donne, in qualsiasi parte del mondo, e si comprenda che i loro diritti appartengono all’umanità e per questo sono diritti inviolabili”. “Sakineh – aggiunge la Consigliera di Parità irpina - è una donna come tante altre, ma che necessita dell’aiuto di tutti per continuare a vivere”. Per questo: “La pressione internazionale è molto importante, ma anche il contributo locale, di supporto a quello nazionale, può rivelarsi fondamentale per vincere una battaglia di civiltà e di pari opportunità nel mondo”. “Noi chiediamo – conclude Lomazzo – appoggio e giustizia per tutte le donne che, come Sakineh, sono vittime di disumane discriminazioni che possono portare anche alla morte”.
Sakineh Mohammadi Ashtiani è una donna iraniana di 43 anni, madre di due figli. Un tribunale islamico l’ha condannata nel 2006 alla pena di morte per adulterio e concorso in omicidio del marito, sentenza confermata nel 2007 dalla Corte suprema. L’accusa di avere avuto rapporti con due uomini fuori dal matrimonio e la sua complicità nella morte del marito è stata confermata da una sua confessione estortale dopo 99 frustate; qualche settimana fa Sakinet è stata costretta ancora, nel corso di un’intervista alla tv iraniana, a confermare le accuse rivoltele dopo due giorni di torture. L’esecuzione della sentenza per lapidazione è bloccata dal 2007, visti i dubbi di natura anche processuale. La lapidazione prevede che la donna sia sotterrata con la sola testa che fuoriesce dal terreno, le pietre devono essere appuntite e taglienti ma non pesanti, così da garantire una morte molto lenta. In queste ore si moltiplicano le iniziative internazionali per fermare l’esecuzione. In Italia le forze politiche di maggioranza e opposizione si uniscono nella battaglia con appelli e iniziative in varie parti del Paese; numerosi enti locali hanno affisso l’immagine di Sakineh sulle pareti esterne delle sedi istituzionali.
Avellino, 06 settembre 2010
La Consigliera di Parità della Provincia di Avellino
dott.ssa Domenica Marianna Lomazzo
Per l'adesione è disponibile al seguente indirizzo:
http://www.amnesty.it/pena_di_morte_Iran_lapidazione_adulterio
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